I segreti del Podcast? L’idea, le storie, il ritmo. Con Damiano Crognali.

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Perché il consumo dei contenuti audio e dei podcast sta aumentando in maniera impressionante? Come si crea un podcast di successo partendo dalle basi? Il format, le piattaforme e la monetizzazione: quali opportunità ci sono? Cosa sono i branded podcast? Con Damiano Crognali affrontiamo queste ed altre tematiche, con esempi pratici, consigli e con la magia di “parlare di podcast in un podcast“.

I segreti del Podcast? L’idea, le storie, il ritmo. Con Damiano Crognali

Damiano è l’autore del libro “Podcast, Il nuovo Rinascimento dell’audio”, è un giornalista (La Stampa, La7 e Sky TG24 all’interno della rubrica NOW che si occupa di innovazione e tecnologia), un podcaster, un videomaker.. e racconta storie!
Durante l’episodio sveliamo un “segreto” anche su come abbiamo preparato questo podcast.

La lista della spesa? Idea, storie, la magia del montaggio e il ritmo della narrazione, la strumentazione!

Se crei dei video e usi l’audio per realizzare il podcast, non funziona! Il contenuto dev’essere creato ad hoc, o comunque audio-first.

Il futuro del podcast è social!

 

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I punti salienti

00:59 Presentazione di Damiano Crognali
01:31 L’esplosione del consumo dei contenuti audio: i 3 motivi principali
04:56 Il podcast e il multitasking
11:37 L’ABC della creazione del podcast: la lista degli ingredienti
20:00 Il format degli episodi: come si ragiona
23:41 Le piattaforme, la distribuzione e le metriche
28:40 La monetizzazione e le opportunità
31:54 Branded podcast: quando una marca deve fare un podcast?
32:17 Il caso del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP.. il “Mozzacast”
36:33 Podcast, voice technology, smart device
38:05 Il futuro del podcast
40:12 Take away

 

I segreti del podcast: un estratto dell’intervista a Damiano Crognali

Il sottotitolo del tuo libro è “il nuovo rinascimento dell’audio”. Cosa significa e come spieghi questa esplosione nel consumo dei contenuti audio?

Quando ho pubblicato il libro, soprattutto gli addetti ai lavori, mi dicevano “beh, ma si parla di rinascimento da quando io lavoro nell’ambito podcast!“. Ed è vero, effettivamente, perché il podcast, come sai, esiste da più di 15 anni, ormai, ma stavo individuando alcuni elementi che l’avrebbero successivamente portato all’esplosione. Ed in particolare, oggi, ne metto in evidenza tre.

  • Il primo è il fatto che gli editori stanno investendo nel mondo podcast. Repubblica, ad esempio, con l’abbonamento, ti dà la possibilità di ascoltare i suoi podcast, molto belli! Repubblica e anche altri editori, Audible, ed altre realtà.
  • Il secondo elemento è la tecnologia. Oggi viviamo una tecnologia audio che permette un uso, un ascolto, dei podcast notevolmente migliorato rispetto al passato.
  • Il terzo elemento è il multitasking, il fatto che il podcast si presta bene ad un ascolto facendo anche altre attività, visto che viviamo in un’epoca (purtroppo, direi) multitasking.

 

Facciamo un piccolo laboratorio.. ho un’idea, ho tante cose da raccontare, sono spinto da un entusiasmo dirompente e voglio fare un podcast. Cosa mi consigli di fare? Raccontacelo proprio in dettaglio.. dalla parte tecnica al piano editoriale.

In pratica l’ABC della creazione del podcast :) Non so se lo sai, ma insegno podcasting in alcune scuole e master, e in genere la prima domanda è sempre “che microfono devo comprare“? Diciamo che non è l’aspetto più importante, ma vorrei fare una parentesi su questo. Io consiglio sempre un microfono “gelato” che ti permette di registrare ovunque (ovvero in ambienti non insonorizzati), perché rispetto ai quelli a condensatore che si usano nelle radio, ad esempio, non assorbe tutti i rumori. Diciamo che è il compromesso ideale per poter creare podcast in mobilità.
Uno dei prossimi servizi che sto creando e che uscirà su Sky riguarda proprio questo, ovvero come possiamo sfruttare la rivoluzione audio che stiamo vivendo, con mixer portatili o microfoni di questo tipo, per crear prodotti professionali. Quindi diciamo che un minimo di informazioni tecniche serve, però non è la cosa più importante.

L’aspetto più importante è l’idea.. avere una buona idea, avere qualcosa di cui parlare. Io faccio sempre l’esempio del podcast Whatever Happened to Pizza at McDonald’s.. ovvero “cosa succede se chiedi una pizza al McDonald’s“, del comico Brian Thompson, arrivato all’episodio 206! Cioè, 206 episodi in cui telefona ai McDonald’s e chiede informazioni sul suo ordine della pizza. Lui chiaramente è un comico, ma fare 206 episodi partendo da questa domanda è incredibile! Emergono tante storie, perché dietro quella domanda c’è un’idea di comicità che lui ha splittato settimanalmente in un episodio in cui è presente una componente di comicità e un’altra di curiosità. Quindi, l’idea è la cosa più importante.

Se ti dovessi fare proprio una “lista della spesa“, direi che abbiamo l’idea come elemento centrale; poi vai a cercare delle storie. Se, ad esempio, tu devi creare un podcast sulla Voice Technology, facciamo un esempio a caso, tu andrai a cercare delle storie legate a questo ambito.. ad esempio l’intervista a Damiano Crognali sul Podcast, a Mariano Diotto sull’Audio Branding, ecc.. Quindi vai a cercare persone e racconti per approfondire un argomento specifico.

Il terzo elemento.. io credo nella magia del montaggio. Non mi considero un sound designer, anche se ho dovuto imparare lavorando nel mondo dl podcast. Sono un giornalista che sa montare e vengo dall’ambito video.

Il mio segreto è saper mixare una buona storia con un bel montaggio di immagini o di suoni, per dare un ritmo alla narrazione.

Quindi, ricapitolando.. un po’ di informazioni tecniche, un buon microfono, e una buona insonorizzazione, ma soprattutto avere una buona idea, scrivere la storia (scrivere per l’ascolto! che è molto diverso da scrivere per la lettura) e un buon montaggio per dare ritmo alla narrazione.

 

Alessio Pomaro intervista Damiano Crognali sul Podcast

Alessio Pomaro con Damiano Crognali sul Podcast

 

Branded podcast. Quando consigli a un brand di produrre un podcast e come?

Io lo consiglierei sempre. La trovo una strategia di content marketing molto interessante. Ti faccio un esempio: io sto producendo un podcast che uscirà a giugno per il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP.. si chiamerà “Mozzacast“! In pratica loro festeggiano i 40 anni, e con l’occasione, hanno deciso di produrre il podcast. L’ho scritto io, insieme ad alcuni amici e lo stiamo producendo. Abbiamo invitato Peppe Servillo, il cantante degli Avion Travel, un campano doc, che lo ha speakerato raccontando tutto il mondo che c’è dietro alla mozzarella. Un’idea bellissima! L’avrei fatto anche gratis, perché mi piaceva il fatto di poter supportare il territorio e un prodotto che amo.

Ecco, per un’azienda, fare un racconto di questo tipo è molto interessante perché vai a raccontare il tuo mondo ad un pubblico che ama l’ascolto. Ovviamente il mondo dei podcast è piccolo, però per le aziende diventa un vero e proprio programma editoriale. Io ho scritto ore di produzione, abbiamo fatto un sacco di riprese video.. tutti gli approfondimenti, tutto il materiale, diventa, come dicevo, un piano editoriale per le piattaforme social.

Grazie alla produzione del podcast, un brand può creare del materiale riutilizzabile in pillole video, fotografie, racconti, post di blog, magari un libro, ecc.. È vero che che l’ascolto rappresenta un pubblico piccolo, ad esempio rispetto al video, però tutto quel materiale diventa utile per i social!

Ovviamente, spesso un brand non ha le persone esperte in prodotti editoriali, ma possono affidarsi ad agenzie, o a figure come la mia che scrivono le store per creare un prodotto vincente con uno sforzo basso.

 

Cosa c’è nel futuro del mondo podcast?

Il futuro del podcast, lo vedo social! Ed è anche l’argomento che sto studiando.. la mia prossima pubblicazione andrà in questa direzione.

Oggi l’ascolto del podcast è tendenzialmente passivo, cioè non hai un’interazione.. su Spotify non puoi lasciare i commenti.. puoi lasciare un feedback su Apple Podcasts, ma poco altro. Io credo che Clubhouse abbia aperto una porta sul mondo dell’interazione, e stanno nascendo diverse attività di social audio (Twitter, Telegram, Facebook, Discord, ecc.).
Quindi io credo che il futuro sia: i contenuti editorialmente fatti bene, con l’integrazione dell’interazione social che credo avverrà nei prossimi anni.

 

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